I MOLLUSCHI rappresentano un importante componente animale, da un punto di vista sia ecologico sia economico. Descriveremo quindi le specie principali della Sacca di Goro.
La vongola verace nostrana (Tapes decussatus) è una specie mediterranea, tipica di fondali sabbiosi o fangosi. Il grosso banco presente nella Sacca è andato, col tempo, diminuendo fino alla quasi totale scomparsa . Per far fronte alla richiesta di mercato, alla metà degli anni ottanta è stata introdotta in Sacca una specie congenerica la
vongola verace filippina (Tapes philippinarum). Seminata in laguna per la prima volta nel 1986, la vongola filippina ha mostrato un ottimo successo riproduttivo ed attualmente è la specie più sfruttata da un punto di vista commerciale.
La vongola nostrana e quella filippina sono molto simili, rispetto alla vongola nostrana, la vongola filippina raggiunge, però, dimensioni maggiori (in Sacca è stato pescato un esemplare di oltre un etto), la conchiglia presenta delle strie radiali ed ha un aspetto più rugoso della vongola nostrana. Ma la caratteristica distintiva sono i due sifoni (gli organi che permettono al mollusco di respirare ed alimentarsi). Questi nella vongola nostrana sono tra loro nettamente separati, mentre nella vongola filippina sono quasi completamente uniti. Altre due specie commercialmente sfruttate in Sacca sono la
cozza (Mytilus spp.) e l'
ostrica (Crassostrea spp.).
La
scafarca (Scapharca inaequivalvis), localmente detta capun, è originaria dell'Indopacifico, è stata introdotta accidentalmente nell'Adriatico alla fine degli anni sessanta, e, grazie alla grande capacità a resistere a basse concentrazioni di ossigeno, ha colonizzato buona parte dei fondali dell'Adriatico. Questa resistenza è dovuta alla presenza di un pigmento rosso simile all'emoglobina, il quale facilita il trasporto dell'ossigeno ai tessuti e rende l'animale sanguinolento. Per questo la specie, pur essendo commestibile, non ha da noi valore commerciale, mentre è molto ricercata nella cucina orientale.
Il
caruso (Rapana venosa) è un grosso mollusco gasteropode della famiglia dei muricidi, originario dell'Indopacifico.
Possiede una bella conchiglia a spirale che raggiunge dimensioni di alcuni centimetri. Il suo ingresso nelle acque della Sacca aveva inizialmente destato una certa preoccupazione, in quanto è una specie carnivora predatrice di bivalvi, quali cozze, vongole e ostriche. L'impatto sugli allevamenti di molluschi è trascurabile ed al contrario la sua presenza è apprezzata da pescatori dilettanti e da collezionisti. Un altro mollusco comune e molto importante da un punto di vista economico è la seppia (Sepia opcinalis).
Nei fondali della Sacca oltre ai molluschi sono presenti moltissime specie di VERMI POLICHETI, tra questi ricordiamo la tremolina (Nereis succinea) e la merceriella (Ficopomatus enigmaticus). La tremolina è un polichete errante comune su tutti i fondali della Sacca, e utilizzato come esca dai pescatori. La merceriella è un polichete sedentario coloniale, i cui ammassi calcarei, formati da migliaia di individui, sono appoggiati al fondo e affiorano durante la bassa marea. I singoli individui (2-3 cm di lunghezza) costruiscono tubi calcarei, dalla cui estremità apicale fanno fuoriuscire una corona di tentacoli piumati, utilizzati dall'animale per respirare e per filtrare l'acqua in cerca di paricelle alimentari. Tra i CROSTACEI ricordiamo il granchio (Carcinus mediterraneus), i gamberi (Palemon spp.) e l'isopode Idothea baltica, un crostaceo di circa 1 cm che nuota velocemente a pelo d'acqua.
Molte specie di PESCI sono presenti in laguna e nei fiumi, e sono sfruttate commercialmente. Molte specie sono eurialine (che sopportano notevoli variazioni di salinità). Tra le specie oggetto di pesca ricordiamo i cefali (Mugil cephalus e Liza spp.), il latterino o acquadella (Atherina boyeri), l'anguilla (Anguilla anguilla), la spigola o branzino (Dicentrarchus labrax), l'orata (Sparus aurata), sogliole e passere (Solca spp. e Pktichthis flesus). Comuni, ma non importanti da un punto di vista economico, sono le bavose (Blennius spp.), i gò (Zosterisessor ophiocephalus), i ghiozzi o paganelli (Gobius spp. e Pomatoschistus spp.), tutte specie di piccole dimensioni che vivono sul fondo. Nei canali e nel Po di Goro sono presenti le più comuni specie di pesci dulciacquicoli, tra cui ricordiamo la tinca (Tinca tinca), il carassio (Carassius auratus), la carpa (Cyprinus carpio), il pesce gatto (Ictalurus melas) e il siluro (Silurus glanis).
Tra le specie un tempo comuni, ed ormai molto rare, ricordiamo la lampreda di mare (Petromyzon marinus), e lo storione cobice (Acipenser naccaris), una specie tipica dell'Adriatico.
Tra i RETTILI ACQUATICI ricordiamo la tartaruga di mare (Caretta caretta), spesso segnalata in prossimità dello Scannone, e la tartaruga d'acqua (Emys orbicularis) comune nei canali di acqua dolce e lungo il Po di Goro.
LE
SPECIE NON NOSTRANE 0 ALLOCTONE