parco naturale del delta del po

parco naturale del delta del po
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il fiume Po
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parco naturale del delta del po
Il Po, l'antico Eridano, il fiume più lungo d'Italia; 652 chilometri di lunghezza, una portata media, misurata a Ferrara di 1500 metri cubi, ed un bacino idrografico di circa 75.000 chilometri quadrati. Un corso d'acqua che per la sua importanza è paragonabile ai grandi fiumi europei: il Rodano, il Danubio, il Reno, il Guadalquivir. Una delle caratteristiche principali del Po è il suo delta, un paesaggio in continua trasformazione, dalla tipica forma lobata per l'accumulo dei sedimenti che trasporta. Questo grande fiume presenta, lungo il suo corso, ambienti vari e differenti; l'ultimo tratto ha le caratteristiche tipiche dei corsi d'acqua di pianura, con acque poco profonde, calde, (ente, ricche di vegetazione, a fondo fangoso e soggetto ad ampie variazioni ambientali.
Le principali specie ittiche indigene che popolano questo ambiente sono rappresentate da: carpa, tinca, cavedano, scardola, alborella, anguilla. triotto, savetta, barbo comune, persico reale.
Il predatore per eccellenza in queste acque era il luccio, ormai soppiantato dal sempre più abbondante siluro, una specie originaria del centroeuropa, che ha trovato nelle acque del Po un ambiente molto favorevole alla sua crescita ed alla sua riproduzione. Numerose sono le specie ittiche che sono state
introdotte nel Po anche in epoca antica: il carassio, un pesce molto resistente sia alle variazioni della temperatura che all'inquinamento, il persico sole, il persico trota ed il pesce gatto, un attivo predatore di fondo con abitudini notturne. Nel Po è anche possibile ritrovare quei pesci che si stabiliscono stagionalmente negli ambienti salmastri, dove trovano abbondanza di cibo, ma che risalgono il fiume nel corso delle foro migrazioni riproduttive.

Tra queste, la cheppia, i cui individui sessualmente maturi transitano in primavera per raggiungere le zone di riproduzione nel medio Po e negli affluenti, e lo storione cobice che, come la cheppia, migra dal mare ai fiume per completare il suo ciclo riproduttivo. Il grosso calo numerico subito da queste due specie rispetto al passato, è dovuto sia agli sbarramenti che sono stati costruiti lungo il corso del fiume, che non ne permettono la risalita e quindi il raggiungimento delle zone di riproduzione, sia al forte degrado ambientale verificatosi nell'ultimo decennio che ha sicuramente contribuito alla riduzione soprattutto della popolazione dello storione, una specie che per le sue caratteristiche morfologiche possiamo definire un vero e proprio fossile vivente.
Il progressivo degrado del Po sta, inoltre, cambiando profondamente il rapporto esistente tra questo e l'uomo che popola le zone circostanti: i pescatori di professione stanno abbandonando il fiume che non è più in grado di offrire loro un reddito sufficiente ed anche i pescatori sportivi preferiscono i canali di bonifica o, addirittura, i laghetti privati a pagamento dove hanno maggiori possibilità di catturare pesci. Per non parlare, poi, dei turisti o dei bagnanti che un tempo frequentavano numerosi le spiagge del fiume in cerca di refrigerio dal caldo afoso dell'estate e che, oggi, è sempre più raro incontrare.
Questo nostro grande fiume ed il suo stupendo delta rappresentano un patrimonio di inestimabile valore naturalistico, culturale e sociale, un ecosistema da proteggere e conservare. ll "parco", in fase di realizzazione, è sicuramente un passo avanti per la salvaguardia di questo prezioso ambiente.
parco naturale del delta del po

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