parco naturale del delta del po

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parco naturale del delta del po
La formazione palustre più diffusa in tutta la Sacca (e in generale in tutto il Delta) è il Cannetto a fragmite (Phragmites australis). Il canneto è piuttosto ubiquitario, nel senso che è possibile riscontrarlo in acque debolmente salmastre (in associazione con specie alofile (Alofilo, che predilige ambienti salati.) come Puccinellia palustris), in acque dolci (in associazione con specie dulciacquicole come Lythrum salicaria), e anche in condizioni terrestri (sulle sponde degli argini). In generale, all'aumentare della salinità il canneto tende a diventare monospecifico, cioè dominato completamente dalla fragmite. Quando la salinità diventa eccessiva la fragmite lascia il posto a specie più decisamente alofile, come il limonio (Limonium spp.) e il gramignone marittimo (Puccinellia palustris).
Nelle AREE SALMASTRE PIÙ PROFONDE dell'interno della Sacca, dove maggiore è il disturbo delle onde e delle correnti, si trova una vegetazione sommersa. Su substrati molli e fangosi s'insediano popolamenti algali fluttuanti di ulva (Ulva rigida) e gracilaria (Gracilaria verrucosa), su substrati più duri (sabbiosi) s'incontra invece l'enteromorfa (Enteromorpha compressa). La vegetazione sommersa si presenta povera di specie, ma raggiunge enormi quantità di biomassa, e in queste comunità vive un elevato numero di animali planctonici e bentonici.

Ai BORDI DELLE AREE SALMASTRE, in condizioni di emersione non prolungata, su sedimenti limoso argillosi, e in assenza di disturbo dalle onde, s'insediano, a seconda delle microcondizioni presenti nelle diverse aree, le associazioni vegetali alofile tipiche degli ambienti deltizi. In condizioni naturali, andando dalla zona sempre sommersa, alla zona soggetta a marea, alla zona sempre emersa, avremo una successione spaziale di specie caratteristiche. Dove l'acqua è poco profonda s'insediano praterie sommerse dominate dalla pianta marina ruppia (Ruppia cirrhosa). A contatto con queste, ma in posizione di minor profondità, si può trovare il salicornieto, in cui la specie dominante è una salicornia annuale (Salicornia veneta),che compie il suo sviluppo nei pochi mesi tra l'estate e il primo autunno. Segue poi il prato umido limonio-spartineto, le cui speciedominanti sono la graminacea Sparteina maritima e il limonio (Limonium serotinum).
Infine, in condizioni d'ulteriore emersione, si trovano le praterie a gramignone marittimo (Puccinellia palustris), specie mediterranea che in Italia è presente solamente nelle lagune dell'Alto Adriatico, e che si associa spesso all'astro marino (Aster tripolium). La prateria a gramignone marittimo è particolarmente abbondante lungo lo Scannone, nei bassifondi con acque tranquille. In tratti lagunari con condizioni simili, al posto del gramignone s'insedia un fitto popolamento a lisca marittima (Bolboschoenus maritimus), spesso associata alla canna (Phragmites australis), come avviene alla foce del Volano o nelle valli settentrionali di Gorino. In condizioni ancora più rilevate e asciutte s'insediano praterie di gramigna litoranea (Elymus athericus) e sparto delle dune (Spartina juncea). Lo sparto è una specie delle coste atlantiche del Nord America e dell'Europa, che in tempi recenti si è insediata nei nostri litorali e sta colonizzando molte aree sabbiose. Queste praterie sono comuni tra la spiaggia e la foce del Volano, e sullo Scannone.
Sulle BARENE SABBIOSE SEMPRE EMERSE, quali la parte più esterna dello Scannone o la spiaggia del Lido di Volano, s'insedia la tipica vegetazione delle sabbie litoranee. Qui, andando dalla battigia verso l'interno, troveremo prima piccole piantine pioniere quali il ravastrello (Cakile marittima), poi specie tipiche delle dune più alte come la gramigna delle dune (Agropyron junceum) e lo sparto pungente (Ammophila littoralis). Nelle ZONE INTERNE, protette dai venti marini dove le dune tendono ad essere più consolidate (Goara, Romanina, isole fluviali) la vegetazione evolve in un BOSCO. Nelle aree più rilevate e lontane dalla Falda acquifera, s'insedia un bosco termofilo mediterraneo simile al Bosco della Mesola, dove le specie principali sono sclerofille sempreverdi quali il leccio (Quercus ilex), la fillirea (Phillirea angustifolia), il ginepro (Juniperus communis), l'asparago pungente (Aspuragus acutifolius), e il pungitopo (Ruscus aculeatus). Nelle zone meno rilevate dove le condizioni sono più fresco umide s'insedia un bosco mesofilo, con caratteristiche meno mediterranee e più continentali, in cui le specie dominanti sono la Farnia (Quercus robur), i carpini (Carpinus orientalis e C. betulus), il biancospino (Crataegus monogyna), il ligustro (Ligustrum vulgare). Nelle bassure a contatto con la falda acquifera, e nelle aree golenali non sfruttate a pioppeto, s'insediano piccoli boschi igrofili le cui specie principali sono il salice (Salix alba), il pioppo bianco (Populus alba), l'olmo (Ulmus minor). Lungo il PO DI GORO, nelle golene, sugli argini e nei canali, s'insedia una vegetazione d'acqua dolce. La modesta naturalità della vegetazione dipende dalla pressione antropica della zona: cementificazioni, arginature e coltivazioni a pioppeto hanno molto modificato l'ambiente originario. Quando l'antropizzazione è ridotta si riscontrano frequentemente canneti a fragmite (Phragmites australis), ma anche popolamenti di specie natanti come le lenticchie d'acqua (Lemna spp.), l'erba pesce (Salvinia natans) e la castagna d'acqua (Trapa natam). Ai bordi, vale a dire nelle zone di transizione tra l'ambiente acquatico e quello terrestre, si possono trovare i carici (Carex elata, C. riparia, C. otrubae), il giglio d'acqua (Iris pseudoacorus), la salcerella (Lythrum salicaria), e talvolta il campanellino (Leucojum aestivum). Lungo gli argini è comunissima la Amorpha fruticosa, una specie originaria del Nord America ed attualmente infestante. Su alcune dune arretrate dello Scannone sono stati piantati filari di tamerici (Tamarix gallica) ed olivagni (Eleagnus angustifolia) che ora si sono evoluti in un bosco. Queste sono specie non nostrane, utilizzate spesso per contrastare l'erosione dei litorali.
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